La glicazione è una reazione biochimica in cui molecole di zucchero, all’esterno e all’interno delle cellule, reagiscono con proteine per formare molecole alterate e non funzionanti definite glicotossine.
Queste determinano la formazione degli AGE, prodotti finali della glicazione avanzata, che alterano le caratteristiche intrinseche dei tessuti. Questa reazione dipende dalla quantità di glucosio nel sangue, dalla quantità di proteine, dai gruppi amminici liberi, dalla permeabilità delle cellule al glucosio.
Gli AGE si trovano anche sulle superfici dorate o abbrustolite di cibi fritti o grigliati, conferendo quel colore bruno caratteristico della caramellatura.
Nel nostro organismo irregolari livelli di glucosio, irregolari oscillazioni nella produzione di insulina, minore sensibilità dei recettori per l’insulina a livello tessutale favoriscono questa reazione con conseguenze negative sull’espressione genica, sulla sintesi proteica e sulla funzionalità del sistema immunitario. Recenti studi epidemiologici hanno dimostrato come una quantità elevati di AGE circolanti risulti associata ad un aumentato rischio di sviluppare numerose malattie cronico-degenerative. Gli AGE contribuiscono in modo significativo ai processi di invecchiamento cellulare e a processi patologici, attivando anche un processo di stress ossidativo e la produzione di varie citochine infiammatorie.
L’invecchiamento cutaneo risulta accelerato dal processo di glicazione del collagene e dell’elastina con assottigliamento della cute legato a perdita di elasticità e all’irrigidimento delle strutture portanti.
Terapia antiglicante
La terapia antiglicante si basa su correzioni dietetiche, esercizio fisico, integratori specifici.
Sotto il profilo nutrizionale è importante ottimizzare l’apporto glucidico riducendo drasticamente l’apporto di zucchero e carboidrati raffinati e ad alto indice glicemico, promuovendo il consumo di quelli integrali e a basso indice glicemico non eccedendo comunque nel carico glicemico della giornata.
L’attività fisica è altrettanto fondamentale in quanto è la prima arma a disposizione contro l’insulino-resistenza.
Gli integratori più utili sono la carnosina, le vitamine B1 e B6, lo zenzero e l’acido alfa-lipoico.
La carnosina è un dipeptide multifunzionale con proprietà antiossidanti e antiglicanti in grado di attenuare lo stress ossidativo e sopprimere la glicazione glicandosi lei stessa. Studi recenti hanno evidenziato la capacità di inibire l’aggregazione dei peptidi della beta-amiloide nella malattia di Alzheimer e di contrastare gli effetti nocivi legati alla senescenza della alfa-sinucleina nel morbo di Parkinson. Dosaggio tra 500 mg e 1 g.
Lo zenzero (Zingiber officinalis) non è solo un antinfiammatorio ma contrasta la formazione degli AGE. Dosaggio tra 300 mg e 600 mg.
L’acido alfa-lipoico è un acido grasso necessario all’organismo coinvolto nella trasformazione del glucosio e dei grassi in energia. Inoltre incrementa l’efficienza dell’insulina migliorando il trasporto del glucosio all’interno delle cellule, contribuendo a svolgere direttamente e indirettamente un’azione antiglicante. Dosaggio tra 450mg e 600mg anche con vitamina E.
Monitoraggio clinico
A livello ematochimico utili parametri dosabili sono:
- glicemia
- emoglobina glicata
- fruttosamina (glicazione dell’albumina)
- insulinemia basale e postprandiale
