Nel 1994 in Germania il Dr. Helmut Schimmel pubblicò per la prima volta un manuale di Medicina Funzionale Regolatoria (MFR) contenente numerosi concetti innovativi.
Nel 1996 in Italia nasce la Società Italiana di Medicina Funzionale (SIMF) e la relativa scuola.
Un concetto fondamentale è quello per cui alla base di ogni sintomo o malattia vi è anzitutto un’alterazione della fisiologica regolazione metabolica. Questa conduce, se protratta nel tempo, ad una disfunzione di un organo, di un tessuto o anche dell’intero organismo che rende impossibile l’autoregolazione nei tempi fisiologici previsti, sia in assenza sia in presenza di una malattia organica.
I progressi compiuti dalla medicina nel corso degli ultimi 50 anni non hanno confronti con nessun periodo antecedente nella storia dell’umanità, ma tuttora permangono numerose zone d’ombra che la diagnostica più avanzata non è stata in grado di illuminare e la terapia più evoluta di risolvere in modo soddisfacente. I medici si ritrovano pazienti con sintomi multipli inspiegabili, che non sanno perché stanno male e che cosa non funziona nel loro organismo. Questi pazienti si ritrovano orfani di una diagnosi e quindi di una terapia specifica, visto che tutti gli accertamenti hanno dato esito negativo.
Nel frattempo si sono trovate le denominazioni per tanti sintomi incompresi, quali la sindrome da stanchezza cronica, la fibromialgia, il disturbo post-traumatico da stress, la sensibilità chimica multipla, le varie forme di dispepsie e tante altre “sindromi” mentre sta emergendo che la maggioranza di queste “malattie” ha numerosi sintomi in comune e condivide il più delle volte gli stessi fattori eziologici che sono di scarso aiuto per un approccio causale sia diagnostico sia terapeutico.
La Medicina Funzionale Regolatoria si è data perciò il compito di studiare quelle alterazioni della normale fisiologia che precedono l’insorgenza di una malattia istologicamente definita, in quanto la considera un importante stadio pre-clinico.
Questo nuovo modo di valutare i sintomi colloca il termine “funzionale” al di là delle malattie psico-somatiche e serve a definire quello stato disfunzionale cronico che si accompagna a processi di alterata omeostasi o meglio di alterata allostasi e che crea uno stato di allarme nella normale reazione fisiologica.
Una separazione tra corpo e mente è una dicotomia che non ha più ragione di esistere perché numerosi studi hanno ormai dimostrato che entrambi coabitano nelle stesse sedi, ad esempio l’intestino, senza una chiara localizzazione del disturbo.
In un organismo vivente ogni processo è concatenato ad un enorme numero di altri processi a cascata che interagendo costantemente tra loro si autoregolano mediante complessi circuiti di inibizione o di amplificazione sostenuti da sistema nervoso, sistema immunitario, sistema endocrino uniti tra di loro in una rete di comunicazioni. Nessun processo biologico si altera senza una ragione e nessuna reazione biologica avviene senza uno scopo. Indipendentemente dal risultato, il processo reattivo messo in atto rappresenta la migliore risposta di cui l’organismo è capace in quel momento.
La Medicina Funzionale Regolatoria si pone come interfaccia tra la medicina accademica e la medicina naturale, con una visione olistica che coniughi il sapere medico convenzionale con quello fitoterapico, omeopatico e delle medicine complementari.
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