Ma se nella capacità del saperci garantire questo ritmo risiede lo stato di salute, ci dovremmo interrogare a fondo sulle cause capaci di determinare il deragliamento del nostro sistema biologico che porta alla perdita di questa ritmicità. Il nostro è un sistema vivente complesso nel quale ogni funzione ha raggiunto un elevato livello di integrazione, tale da poter garantire il mantenimento di un assetto omeostatico. Inoltre il grado di integrazione deve essere performante con tutte quelle variabili che l’ambiente esterno manifesta e con le quali ci si trova ad interagire in ogni istante: caldo-freddo, secco-umido, ecc. Come se non bastasse, tutto questo è fortemente condizionato dal nostro stato emozionale: infatti è risaputo che se mi pongo in uno stato “positivo” in relazione a ciò che sto vivendo, la percezione del caldo o del senso di fame costituiranno un aspetto non così determinante al fine della capacità di perturbare il mio equilibrio omeostatico.

Gli eventi capaci di causare stress sono estremamente variabili e difficili da definirsi perché non c’è una distinzione netta tra stressori fisici od emozionali per l’impossibilità di definire uno spazio nettamente delimitato fra psiche e corpo. Lo stress cronico è caratterizzato da risposte più soggettive in grado di condizionare in modo diverso per ognuno di noi la risposta allo stress.
I principali aspetti possono essere:
- come l’evento stressante viene percepito
- come il segnale di pericolo viene avvertito ed interpretato dal S.N.C. (esperienze pregresse ed attese)
- qual è il vissuto emozionale, con riferimento ai livelli di autostima
- qual è il livello di integrazione all’interno delle complesse dinamiche sociali (ruolo nel branco)
- qual è lo “stato attuale” definito dalle riserve biologico-nutrizionali: biochimica cellulare e livelli ormonali cambiano molto se il soggetto si trova in una fase di equilibrio o se sta vivendo l’ennesimo stressore che lo coglie in una fase di profondo esaurimento.
L’uomo si è allontanato dal suo naturale ritmo di vita. Viviamo in un mondo frenetico e per questo molte persone si sentono sotto pressione e sviluppano i tipici sintomi da stress. Solo riallineando la nostra vita quotidiana ai bisogni naturali e vivendo in maniera consapevole potremmo recuperare il bioritmo naturale.
Ritmi neuro – endocrino – metabolici
Sistema nervoso autonomo
Il sistema nervoso autonomo agisce in modo automatico e involontario regolando le funzioni viscerali. E’ suddiviso in due sezioni con effetti opposti, il simpatico con effetti catabolici e favorenti il consumo di energia ed il parasimpatico con effetti anabolici, legati al recupero e ricostruzione dell’organismo, con ripristino delle riserve di energia.
Nelle prime ore del mattino il tono simpatico aumenta sensibilmente e si associa all’incremento dei livelli di ormoni circolanti come il cortisolo, determinando un aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e delle resistenze arteriolari periferiche. Queste variazioni spiegano l’aumentata incidenza di infarto cardiaco e di aritmie ventricolari gravi.
Il catabolismo a maggior espressione diurna, associato alla prevalenza del tono simpatico raggruppa le reazioni che liberano energia riducendo le molecole complesse in quelle più semplici.
L’anabolismo più intenso di notte, associato alla prevalenza del tono parasimpatico è rappresentato dalle reazioni che richiedono energia, come la sintesi di grandi molecole.
Questo ritmico alternarsi del metabolismo nel ciclo sonno-veglia era già stato individuato mirabilmente dall’antica Medicina Tradizionale Cinese che aveva individuato per ogni organo il picco di massima attività e quello di riposo.
I ritmi biologici
Gli orologi interni sono “l’equipaggiamento base” di tutti gli esseri viventi e la persistenza dei ritmi biologici, anche in assenza delle variazioni di luce, è presente negli animali, nelle piante e negli esseri umani. A tutti i livelli di organizzazione biologica è possibile riscontrare eventi ripetitivi di tipo ritmico, legati strettamente alla regolazione genica.
Il ritmo circadiano è l’oscillazione fisiologica di un organismo in relazione con l’alternarsi del giorno e della notte. Esistono anche ritmi biologici con durata inferiore e superiore: ad esempio battito cardiaco e ciclo mestruale.
Negli esseri umani diverse funzioni sono regolate secondo ritmi biologici che presentano due caratteristiche fondamentali: un’oscillazione endogena anche senza informazioni esterne e la capacità di sincronizzarsi con uno stimolo che negli esseri umani e in molte altre specie è principalmente la luce, anche quella artificiale. Questo timer è detto in tedesco “Zeitgeber” e significa “che dà il tempo” e si trova nel nucleo soprachiasmatico, sopra l’intersezione dei due nervi ottici. Ci sono anche numerosi “orologi periferici” diffusi in tutto l’organismo: nelle ghiandole surrenali, nel fegato e nel pancreas.
I sincronizzatori primari sono quelli ambientali: giorno/notte, stagioni, ciclo lunare.
I sincronizzatori secondari sono generati dall’organizzazione della vita sociale: lavoro, orario dei pasti.
